Giorgia Maretta -regista e coreografa- e Andrea Cavallari -regista e filmmaker- iniziano a collaborare nel 2007 a progetti di immagine e performing art.

Nel 2009 nasce dal loro percorso comune Garten, gruppo di ricerca in ambito performativo.

Nonostante la loro provenienza artistica, il linguaggio di Garten si allontana inizialmente dalla danza e dal video per focalizzarsi su architettura, sociologia e pianificazione urbana.
I protagonisti della scena sono il set design, l’oggetto e la materia.

Successivamente si uniscono al gruppo collaborando stabilmente ai progetti Andrea Rimoldi -performer e set designer- e Paolo Calzavara Pax ∼, compositore e musicista.

2009

Con I will survive, primo progetto del gruppo, Garten indaga l’ambiente urbano e le sue trasformazioni.
Architetture di cartone disegnano orizzonti che rievocano skyline di metropoli, agglomerati di baracche fatiscenti o luoghi immaginari, residui deserti di una società post-umana.
Il progetto è finalista a Premio Vertigine 2010, a cura di Giorgia Barberio Corsetti, e Premio Mondo 2010, a cura di Masque Teatro.

2010
Time for talk is over prosegue la ricerca sulla pianificazione urbana. Attraverso materiali di scarto e macchine ispirate ai meccanismi e ai processi meccanici per la suddivisione e il recupero dei rifiuti, Garten costruisce una città immaginaria svelando i conflitti interni di un‘urbanizzazione selvaggia.

I will survive e Time for talk is over sono entrambi co-prodotti e sostenuti da Danae Festival.

2011

Con il progetto MW la ricerca di Garten si focalizza sul relazione fra Catastrofe e Storia.

MW è finalista a Premio Scenario 2011 e prodotto in collaborazione con Centrale Fies.

2012
Garten si allontana momentaneamente dal linguaggio teatrale producendo il video Comfort, uno studio sulle unità abitative mono-familiari e ispirato al lavoro del costruttore William Levitt, padre della moderna suburbia.

2014
Debutta I AM HERE I HAVE A GUN, spettacolo che porta a termine la ricerca fra Catastrofe e Storia.
Il progetto è co-prodotto dal Network Europeo Open Latitude e Centrale Fies e sostenuto da Danae Festival.

2017-2018
Nasce il progetto Nel bianco, ispirato al lavoro fotografico di Charles Fréger. Il progetto si sviluppa su due percorsi paralleli e complementari: video e performance.
Co-prodotto da Apache – Manifatture Teatrali Milanesi, debutta al Teatro Litta di Milano. Nello stesso anno è finalista al premio Cross Award.
Oltre alla rappresentazione in forma completa a festival di performing art, il film viene distribuito festival di video arte.
Nel 2018 viene inoltre commissionato un montaggio ad hoc come video clip del brano An Eyebrow in Cursed Fair di Monofonic Orchestra.

PREMI E RICONOSCIMENTI
2017
Finalista CrossAward, premio internazionale della perfomance

2014
Compagnia Italiana selezionata dal Network Europeo Open Latitude per la co-produzione internazionale

2011
Finalista Premio Scenario

2010

Finalista Premio Vertigine, a cura di Giorgio Barberio Corsetti
Finalista Premio Mondo, a cura di Masque Teatro


2009

Finalista Premio Equilibrio, a cura di Giorgio Barberio Corsetti

2008

Premio Movin’up per la mobilità internazionale, a cura di GAI Giovani Artisti Italiani
Residenza SUMMER STUDIO presso il centro coreografico P.A.R.T.S di Bruxelles
Selezione Biennale Giovani Artisti dell’Europa e del Mediterraneo
Finalista Premio Extra, a cura di Andrea Nanni
Menzione Speciale Premio UpNea, a cura di Nudoecrudo Teatro

PENSIERI CONFUSI – il nostro percorso è stato guidato da
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Gilles Clément, paesaggista – Bruno Munari, artista – Giorgio Agamben, filosofo – Alan Weisman, scrittore – Cormac McCarthy, scrittore – Walter Benjamin, filosofo – Rem Koolhaas, architetto – Frank O. Gehry, architetto – Jeff Wall, fotografo – Richard Misrach, fotografo – Fischli/Weiss, artisti – LewisMumford, urbanista – Mike Davis, scrittore e urbanista – James Ballard- scrittore


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